Curiosità

Rossini era un amante della buona cucina: “Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni.”

Tutta la vita del compositore fu segnata da note musicali arricchite da tavole imbandite tra pietanze ricche e vini pregiati. Una volta affermò: “Ho pianto tre volte nella mia vita: quando mi fischiarono la prima opera, quando sentii suonare Paganini e quando mi cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi.”

LoStabat Mater per coro e orchestra(insieme allaPetite Messe Solennelle) ruppe quel leggendario “silenzio” di Rossini che iniziò dopo ilGuillaume Tell(1829) e durò fino alla morte del compositore (1868). Leggendario, perché in realtà Rossini, pur non pubblicando, continuò a comporre durante tutta la vita. In effetti, però, dopo ilTell Rossini decise di ritirarsi dalle scene, alimentando quel mito della propria persona già iniziato anni prima. Fu la frequentazione degli ambienti della finanza parigina a creare l’occasione per la composizione dello Stabate in particolare l’incontro col banchiere Alejandro Aguado. Egli aveva fatto da vero e proprio mecenate al compositore, peraltro ospitandolo da quando questi era tornato a Parigi nel 1830, e tra i due era sorto uno stretto legame d’amicizia.

Locandina della prima romana dello Stabat Mater (1842)

“Religiosi argomenti di fratellevole carità hanno persuasi i Moderatori della Congregazione ed Accademia di Santa Cecilia che dovevano adoperarsi con ardente sollecitudine perchè questo Capolavoro di musica sacra moderna fosse eseguito in Roma con la più diligente e scrupolosa fedeltà […] questo Capolavoro, le cui lodi echeggiano non solo sul piccol Reno, e sull’Arno, e sul Naviglio, ma sulla Senna, sul Tamigi, e sull’Istro […]”. Così la locandina per la prima esecuzione romana delloStabat Mater, avvenuta il 24 agosto 1842 presso palazzo Venezia, ad opera dell’allora Congregazione e Accademia di Santa Cecilia.

Mentre compone loStabat Mater(tra il 1832 e il 1841), Rossini scrive ad alcuni amici: “Sto cercando motivi musicali, ma non mi vengono in mente che pasticci, tartufi e cose simili.”

Gioachino Rossini è stato ed è molto amato anche all’estero; sulla sua figura sono stati scritti molti libri e biografie. Celeberrima, anche se molti critici lo considerano troppo romanzata, è la Vita di Rossini scritta da Stendhal, quando il compositore aveva trentadue anni. Si legge nella prefazione: “È difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo … Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura… A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità.”

Nel 2018 ricorrono i 150 della scomparsa di Gioachino Rossini, avvenuta il 13 novembre 1868.
Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero parigino del Père Lachaise per essere poi traslate in Italia nel 1887, su iniziativa del governo italiano, e riposano definitivamente nella Basilica di Santa Croce, a Firenze. Il suo monumento funebre, realizzato da Giuseppe Cassioli, fu inaugurato nel 1900.