
Il titolo “Organizziamo la Follia“ prende spunto dalla citazione di Stendhal che riteneva la musica di Rossini “ follia organizzata “, una espressione curiosa che a sua volta ci ha suscitato l’interesse non tanto sulla follia, quanto sulla possibilità di organizzarla, ovvero di innescare quel processo tale da poter essere creativa, sana e generatrice. È questa organizzazione che ci incuriosisce!
Come si organizza la follia?
Diceva Magdaleine de Jesu:
“ bisogna essere forti per permettersi di essere infinitamente dolci ed essere saggi per permettersi di essere folli”
Parlare di Opera lirica è sicuramente qualcosa di coraggioso, forte, apparentemente però lontano dal nostro vissuto quotidiano tanto da ignorarla fino a tal punto da permetterci di vivere la sua infinita dolcezza attraverso il nostro quotidiano “canto” dell’anima, che ogni giorno si presta a dar voce alle emozioni di cui abbiamo bisogno e a volte dimenticate, quelle che, raffiorando, ci riportano all’ entusiasmo, alla creatività, al gioco, al sogno, divenendo capaci di mettere insieme tutti questi elementi e comporre la musica della nostra fragilità e andare in scena danzando su di essa, in questo modo comincia a compiersi la nostra Opera di saggezza più folle…
L’ intento principale è quello di testimoniare l’ efficacia della messa in rete fra scuole, e scuole con istituzioni e soggetti culturali del territorio per lo sviluppo di azioni culturali tese alla crescita degli allievi ma anche dell’intero territorio sociale! La valorizzazione dunque del “ processo culturale” come aspetto necessario ed integrante del processo di crescita nell’allievo, che oltre a quello educativo si rende necessario sopratutto dal punto di vista umano, processo incentrato sull’importanza e l’ efficacia del“come” e non solo sul “cosa”, tale da evidenziare una consapevole lettura della fase creativa /sensoriale delle proprie capacità, un processo quindi teso alla apertura del pensiero. Da ciò la conseguente motivazione che ha portato a considerare e scegliere l’ Opera quale patrimonio culturale da trattare, in quanto massima espressione artistica capace di evidenziare questo particolare processo cognitivo attraverso la sua principale peculiarità nel contenere differenti linguaggi artistici ed affrontare con la forza trasmissiva della musica le profonde tematiche sociali, culturali, umane ecc…, tematiche di estrema attualità, che creano quel ponte di affinità con la vita quotidiana di tutti i giorni. Proprio quindi i diversi linguaggi artistici presenti in questa forma d’ arte contribuiscono al meglio quel rapporto di multidisciplinarità che consente di coinvolgere cosi la maggior parte dei sensi, necessari per un buon approccio e metabolizzazione dell’ informazione. Questo aspetto sensoriale legato alla multidisciplinarità dell’ Opera infatti giustifica oggi, la sempre più richiesta e partecipazione dei giovani a questa forma artistica, che non a caso risulta essere lo spettacolo dal vivo più rappresentato al mondo da più di 400 anni. In questa direttiva, molte realtà teatrali ed istituzionali quali Accademie Musicali e Fondazioni Liriche tendono ad instaurare sempre più un dialogo costante e di rinnovamento con i giovani attraverso importanti inziative didattiche ( si veda Teatro di Como con il progetto Opera domani ed Opera education http://operaeducation.org/cose-opera-education/il-progetto/opera-education-2018/ poste come realtà propedeutiche in esempio da riferimento per tutta le analoghe istituzioni Europee ). Proprio da parte dei ragazzi, ovvero di quelle espressioni d’ animo più spontanee e semplici, che in un forte momento di crisi culturale, fanno fronte ad una proposta quale la conoscenza dell’ Opera, riconoscendo in essa, oltre alle motivazioni già esposte, anche la sua ovvia importanza storica che la porta a considerarsi fra i principali patrimoni culturali del nostro paese essendo nata in Italia, risultando ad oggi fra le maggiori esportazioni culturali in tutto il mondo, non solo della forma artistica, ma attraverso di essa, anche della lingua italiana, apprezzata e studiata appunto in tutto il mondo grazie all’ Opera. Tutto ciò assume maggiore valore dunque se si considera il contesto territoriale in cui viviamo dove invece l’ Opera è scarsamente sia considerata che sostenuta dalle istituzioni, in un territorio per altro culturalmente precario nella proposta culturale e nella valorizzazione del patrimonio in genere, in un momento ancor di più di particolare locale crisi strutturale dei luoghi culturali.
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